ERNIE E PROTUSIONI: QUANDO PREOCCUPARSI E QUANDO NO

3rd Feb 2021

Scommetto che la maggior parte di voi che sta leggendo, avrà già avuto diagnosi di ERNIE o PROTUSIONI, convincendosi che sono proprio loro la causa di tutti i mali.

Bene, in questo articolo chiariamo cosa sono realmente, cosa soprattutto è vero e cosa no.

Partiamo dall’ANATOMIA.

La colonna vertebrale è formata da 33 vertebre e dai loro rispettivi dischi intervertebrali.
Funzionalmente, la colonna è divisa in un pilastro anteriore, che sostiene il peso del corpo e assorbe i colpi, e un pilastro posteriore, dove si attaccano i muscoli, che forniscono stabilità. L’unità funzionale del movimento della colonna è formata da 2 vertebre e dal disco intervertebrale.

Il disco intervertebrale può essere paragonato ad un cuscinetto di ammortizzazione situato tra le vertebre. È costituito da una zona centrale viscogelatinosa, il NUCLEO POLPOSO (composta da 85% di acqua) che attutisce i colpi, i carichi e i movimenti, e da una parte esterna fibrosa, l’ANELLO FIBROSO.

Quindi adesso possiamo definire meglio la protusione e l’ernia.

PROTUSIONE: quando si verifica uno spostamento del nucleo polposo persistente, ma resta comunque contenuto all’interno dell’anello.

ERNIA: quando il nucleo polposo non è più mantenuto dentro l’anello e si ha un’espulsione oltre il suo perimetro.

SINTOMI: le ernie come anche le protusioni, non sono necessariamente dolorose; infatti nella
maggior parte dei casi sono asintomatiche. Quando sono sintomatiche danno segni definiti nurologici, ovvero dolore e riduzione della sensibilitá agli arti (superiori e inferiori). Nel dolore di schiena o cervicale classico o aspecifico é impossibile definire la struttura che lo causa e spesso la presenza nelle immagini diagnostiche di ernie e protusione non possono giustificare il loro coinvolgimento diretto con la presenza di dolore. Considera infatti che spesso, ad esempio, capita di visitare persone con dolore importante e persistente che non hanno radiologicamente segni significativi di sofferenza o ernie e protrusioni. Piuttosto ci troviamo di fronte a una complessiva struttura decondizionata ed esposta a sovraccarichi.

MA QUANDO PREOCCUPARSI? Le situazioni più preoccupanti sono quelle in cui si presentano sintomi neurologici "negativi":ovvero perdita di forza o anestesia agli arti o difficoltá nel controllo vescicale o alterazioni della sensibilitá a sella (zona genitale).  In questi casi, è utile recarsi dal medico. Ma fortunatamente sono casi molto rari.

INFATTI l’ernia del disco e la protusione discale non sono di per se problematiche gravi. Sono state trovate immagini radiologiche di ernie e protusioni in soggetti asintomatici in percentuali tra il 30% e il 90% in base all’età. Quindi l’avere un’ernia non vuol dire necessariamente avere dolore per quel motivo.

TRATTAMENTO: come detto, se ci sono delle perdite di forza e sensibilità, bisogna considerare di farsi valutare da un medico specialista. In tutti gli altri casi, l’indicazione principale risolutiva è il trattamento conservativo, cherichiede un percorso riabilitativo virtuoso che tratti sintomi e cause che l'hanno indotto.

Quindi, la FISIOTERAPIA è la soluzione principale, costituita da ESERCIZIO TERAPEUTICO SPECIFICO basato sulle caratteristiche del paziente che mira soprattutto ad incrementare la capacità di carico e forza del corpo. Perché ricordate, i dischi, i muscoli e le vertebre sono resistenti se allenati correttamente.

I risultati del programma di esercizi dipendono da molti fattori, ma coloro che
svolgono esercizio fisico regolarmente e mantengono un peso corporeo ottimale, hanno risultati migliori rispetto alle persone sedentarie. L’utilizzo delle TERAPIE FISICHE, quali tens, tecar, laser possono avere un beneficio nel breve termine con riduzione del dolore, ma l’unica terapia a lungo termine che porta a reale beneficio è l’ESRCIZIO TERAPEUTICO. La CHIRURGIA invece è l’ultima spiaggia in quanto non sempre è risolutiva.
Nello studio ci occupiamo ogni giorno di queste problematiche.

 

BIBLIOGRAFIA:
Systematic review of tests to identify the disc, SIJ or facet joint as the source of low back pain; M.J
Hancook et al., 2007.
Mechanism of low back pain: a guide for diagnosis and therapy; Allegri et al., 2016

 


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