LOMBALGIA: COS’E’, SINTOMI, DIAGNOSI E CURA

3rd Feb 2021

Se hai avuto o stai avendo un episodio di mal di schiena o “lombalgia” in gergo medico, non ti
preoccupare, non sei da solo. Scopriamo insieme cos’è e perché non ti devi preoccupare.

La lombalgia o mal di schiena può essere definita come un dolore di origine muscolo-scheletrico che
compare nella regione lombare con eventuale irradiazione posteriore alla coscia ma non oltre il
ginocchio, che può causare l’impossibilità di svolgere le normali attività quotidiane, con la possibile
assenza dal lavoro.

QUAL’E’ LA CAUSA DELLA LOMBALGIA?
La lombalgia nella maggioranza dei casi, non deve destare preoccupazioni, perché ha un decorso
benigno se combattuto con gli strumenti giusti.

Infatti solamente una piccola percentuali di casi di lombalgia ha delle cause specifiche che hanno
bisogno dell’intervento del medico tra cui le fratture, crolli vertebrali , che al contrario di quanto si pensa,
rappresentano soltanto l’1\3% di tutte le cause di mal di schiena. Altre cause specifiche possono essere tumori, stenosi in percentuali molto ridotte
(Verhagen AP et al, 2016).

Quindi se stai provando mal di schiena, non allarmarti; sicuramente la tua lombalgia sarà
ASPECIFICA, cioè il tuo dolore non è causato da patologie gravi e non si è in grado di
individuare una causa specifica e precisa. Questo tipo di mal di schiena ha un decorso benigno
spontaneo; infatti a 2 settimane dall’esordio circa il 30% dei pazienti non ha più sintomi
(Downie AS ET AL, 2016).

E’ però importante sottolineare che la qualità del dolore e delle limitazioni delle attività è
inversamente proporzionale alla durata dei sintomi, questo significa che diventa
importantissimo un trattamento precoce del mal di schiena ed il mantenimento di uno di stile
di vita attivo
 perché , come vedremo nel paragrafo successivo, restare attivi e non buttarsi a
letto moribondi è di fondamentale importante per ridurre la durata del mal di schiena e le
limitazioni sulle attività della vita quotidiana, oltre a scongiurare la possibilità di
cronicizzazione dello stesso
.

COME COMBATTERE IL MAL DI SCHIENA?
E’ importante non allarmarsi e restare tranquillo, visto che la maggior parte dei mal di schiena
abbiamo visto non è causato da problematiche gravi ma passeggere, ed ha una remissione
spontanea che permette di riprendere le proprie attività in modo piuttosto completo nel
breve termine
. Se dopo due settimane il dolore persiste invariato, senza progressivo
miglioramento, o in caso di cambiamento dei sintomi, è indicata un’ulteriore valutazione, per
una conseguente formulazione di ipotesi alternative.

E’ importante inoltre rimanere attivi, possibilmente non abbandonare il posto di lavoro poichè
si è visto che riduce la durata del mal di schiena e delle recidive, magari cambiando attività o
riducendola per pochi giorni e riprendendola gradualmente, se il datore di lavoro lo permette
( Liddle SD et al. 2007 ). E’ chiaro che sei sedentario non è il momento di mettersi a fare le
maratone, ma almeno non buttarsi a letto tutto il giorno e cercare di tenersi in
movimento
 dovrebbe essere un obiettivo raggiungibile per molti, se non per tutti ( Hilde G. et
al, 2002
)

La letteratura scientifica ci dice che non ci sono esercizi specifici per il mal di schiena acuto,
quindi certamente i classici esercizi di ginnastica dolce non fanno male ma non sono nemmeno
miracolosi, rimane consigliato muoversi il più possibile.

E’ importante evitare i farmaci, o almeno rivolgersi al medico prima di assumerli. Si è visto
però che i FANS, il paracetamolo, i miorilassanti, gli oppiacei ed il cortisone non forniscono
risultati clinicamente rilevanti rispetto al placebo. I farmaci non costituiscono, di conseguenza,
il trattamento di prima scelta della lombalgia in qualsiasi stadio
 (Machado GC, 2017). I
miorilassanti ad azione centrale, inoltre, non sono da considerare farmaci di prima scelta per la
dipendenza, il rischio di cadute e la sonnolenza.

Non sono inoltre utili busti e corsetti (Van Duijvenbode, 2008).  Anche il massaggio non
sembra essere utile
, come non sembrano essere utili tutti i trattamenti passivi. Il massaggio
sembrerebbe migliorare i sintomi nell’immediato, ma con scarso risultato a lungo termine.

E’ invece consigliato evitare gli esami strumentali, come RX (raggi) e RMN (risonanza
magnetica). In primo luogo non sono utili nella gestione del mal di schiena, poiché non ci danno
informazioni che possiamo correlare direttamente ai disturbi. Anzi, spesso peggiorano gli esiti
di un mal di schiena poichè danno informazioni che non sono assolutamente correlate ai
sintomi
. Per esempio, se ad una persona che ha un mal di schiena acuto da 3 giorni facciamo
fare una risonanza, è normale nella popolazione generale che siano presenti ernie e
protrusioni, che nella maggior parte dei casi sono asintomatiche e di conseguenza non
correlate al dolore. La persona potrebbe aver l’ernia da 20 anni senza mai aver avuto problemi
ed ora che ha mal di schiena per altri motivi, magari semplicemente muscolari, associa il suo
dolore con gli esiti dell’esame strumentale instaurando delle credenze errate sulla sua schiena
e sulle cause del suo mal di schiena, per esempio limitando i suoi movimenti a causa dell’ernia.

COME EVITARE LA CRONICIZZAZIONE?
Mantenere uno stile di vista attivo
 ed evitare l’instaurarsi della paura di muoversi, la
cosiddetta kinesiofobia (magari mettendosi a letto tutto il giorno), è di fondamentale
importanza per evitare il rischio di cronicizzazione del mal di schiena.

Oggi, con le ultime pubblicazioni scientifiche, sappiamo che il dolore spesso non è correlato
solamente a cause biologiche, ma a molti fattori psicologici e sociali
, che spesso prevalgono
sui primi. E non è magia. Il dolore non è semplicemente un tessuto danneggiato che manda
un’informazione al cervello. Il dolore è un’elaborazione centrale di alcuni stimoli, associata
ad altri meccanismi inibitori
 (come gli oppiodi endogeni che riducono il dolore) e
facilitatori
 (che invece peggiorano il dolore), per non parlare della sensibilizzazione centrale
che si può venir a creare
.

Quindi affidarsi ad un fisioterapista competente in materia, ti permetterà di affrontare il tuo
mal di schiena in maniera efficace, evitando il rischio di false credenze. Inoltre, un programma
di esercizi terapeutici mirati e specifici, ti aiuterà a risolvere prima il tuo dolore, evitando
meccanismi di evitamento al movimento, che poi potrebbero portare a cronicizzazione del
problema.

 

Bibliografia:
Bogduk, N. (2004). Management of chronic low back pain. The Medical Journal of Australia, 180.
Booth, J., Moseley, G. L., Schiltenwolf, M., Cashin, A., Davies, M., & Hübscher, M. (2017). Exercise for
chronic musculoskeletal pain: A biopsychosocial approach. Musculoskeletal Care, (April).


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