SCOLIOSI

3rd Feb 2021

DEFINIZIONE
La scoliosi è una deformità tridimensionale della colonna vertebrale che determina una curvatura
laterale delle vertebre sul piano frontale, una rotazione sul piano orizzontale e un disturbo delle
normali curvature (cifosi e lordosi) sul piano sagittale.

Questa definizione permette di differenziare innanzitutto la scoliosi dagli ATTEGGIAMENTI
SCOLIOTICI.

La SCOLIOSI è una deformazione strutturale, permanente.

Gli ATTEGGIAMENTI SCOLIOTICI sono delle deformazioni funzionali che si verificano soprattutto
quando la colonna è in carico e quindi mutano con il cambiamento di posizione.

EPIDEMIOLOGIA
Oltre l’80% delle scoliosi viene diagnosticato durante l’adolescenza. Riguarda in 7 casi su 10 il sesso
femminile e colpisce circa il 3% della popolazione, anche se è grave in meno dello 0,5 per mille.

CLASSIFICAZIONE
In base all'età di prima rilevazione viene definita infantile (fino a tre anni), giovanile (dai tre anni fino
alla pubertà), adolescenziale (dalla pubertà fino alla completa maturità ossea o dell’adulto.

In base alla genesi della malattia si distinguono le scoliosi idiopatiche, congenite o acquisite. Le
scoliosi idiopatiche rappresentato la maggioranza, circa l’80-85% dei casi. La parola “idiopatica”
indica che per ora non ne conosciamo le cause.
La scoliosi idiopatica è una malattia familiare, nel senso che se qualcuno in famiglia ce l’ha, è
probabile che anche altri ne soffrano, sia pure con diversa gravità: attenzione a figli e nipoti, dunque.
Di solito si presenta durante la crescita e peggiora sino alla maturazione ossea, con un picco a inizio
pubertà, alle soglie dell’adolescenza.
Purtroppo, se supera certi livelli (spesso oltre i 30°, quasi sempre oltre i 50°), l’evoluzione non finisce
con la crescita, anche se diviene molto lenta (0,5-1 grado all’anno): spesso ne consegue un
incurvamento di lato e in avanti in età anziana.

SINTOMI
La scoliosi non ha sintomi come normalmente intesi, non provoca dolore. Durante la crescita non si
hanno sintomi evidenti, tanto che la patologia viene individuata spesso casualmente da un
osservatore esterno o tramite uno screening con radiografia. In età adulta invece scoliosi non curate
possono portare a dolore, deformità progressiva e a volte problemi cardiorespiratori.

DIAGNOSI
Radiografia

TRATTAMENTO
Il risultato del trattamento è subordinato alla precocità della diagnosi e alla gravità della curva.
Forme iniziali (25° Cobb): è sufficiente applicare una corretta rieducazione posturale fisioterapica,
tenendo però il paziente sotto controllo, pronti ad applicare una terapia più cruenta lì dove si
dovesse aggravare la curva.

È bene ricordare che gli esercizi muscolari in questa categoria assumono un ruolo importantissimo:
essi hanno lo scopo principale di stimolare la muscolatura paravertebrale e degli arti, di riequilibrare
i movimenti del tronco, di favorire una stabilizzazione attiva delle curve.

Forme gravi (25° Cobb): trova indicazione la terapia ortopedica incruenta, consistente nell’
applicazione di corsetti ortopedici correttivi. L’uso di corsetti applicati, a seconda dei casi, a tempo
pieno o a tempo parziale, deve essere protratto fino al termine dell’accrescimento, e la rimozione
deve essere effettuata in maniera graduale.

Forme più gravi (45° Cobb): trova indicazione il trattamento cruento con la chirurgia. Esso è
preceduto generalmente da trattamento incruento correttivo eseguito con le metodiche già
descritte.

OBIETTIVI E IMPORTANZA DELLA FISIOTERAPIA
Scopo primo della terapia dove è indicata è ottenere un rachide che permetterà ai nostri pazienti
una buona funzionalità in età adulta, nel contesto di un corpo e una psiche ben sviluppati.
A questo si affiancano tutta una serie di ragioni/obiettivi:

  • Estetica
  • Qualità della vita
  • Disabilità
  • Mal di schiena
  • Benessere psicologico
  • Progressione
  • Funzionalità respiratoria
  • Dati clinici e radiografici
  • Necessità di ulteriori trattamenti nella vita adulta
  • Risultati correlati a postura, equilibrio, movimento
  • Risultato cognitivo

Di conseguenza, crediamo in una terapia

  1. PRECOCE: se è vero che tanto più precoce è l’insorgenza tanto maggiore è la progressione, altrettanto precoci dobbiamo essere noi nel mettere in atto, in presenza di chiari segni di evoluzione, le terapie;
  2. ADEGUATA: alla gravità attuale e alle potenzialità future della scoliosi, con opzioni che vanno dagli esercizi, all’uso delle ortesi, alla scelta del numero di ore quotidiane di terapia ortesica;
  3. PROTRATTA: sino alla fine della maturazione ossea;

 

BIBLIOGRAFIA
Negrini, S., Aulisa, A. G., Aulisa, L., & Circo, A. B. (2011). Linee guida SOSORT 2011: trattamento
ortopedico e riabilitativo per la scoliosi idiopatica durante la crescita.


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