RISONANZA ALLA SCHIENA O AL COLLO: E’ SEMPRE INDICATA?

3rd Feb 2021

Il mal di schiena o di cervicale è un problema molto comune che ognuno di noi ha provato almeno
una volta nella vita; proprio per questo si ricorre spesso all’utilizzo della risonanza magnetica (RMN)
per cercare di capire qual è la struttura che causa il dolore e intraprendere il percorso terapeutico
più giusto.

Sembrerebbe tutto logico, eppure gli ultimi studi sul mal di schiena e sul dolore al collo
raccomandano di utilizzare la RMN solo in presenza di RED FLAG (che devono essere riconosciute
dalla figura professionale). Invece, in presenza di mal di schiena aspecifico, che rappresenta la
maggioranza degli episodi che si verificano, è fortemente sconsigliata. Anzi, addirittura le linee guida
raccomandano di effettuare la risonanza solo dopo un mese di trattamento conservativo in pazienti
con sospetti discali o di stenosi, esclusivamente al fine di dare indicazioni anatomiche per la
chirurgia.

Lo studio che voglio illustrare a favore delle affermazioni appena sopra è stato fatto nel 2013 per
esaminare l’impatto della RMN effettuata nei primi 30 giorni dall’insorgenza dei sintomi sulla
disabilità e sui costi in pazienti con mal di schiena(LBP) acuto o in presenza di radicolopatia, senza
indicazioni di red flag.

I soggetti che hanno effettuato una RMN precoce, sia con LBP aspecifico sia con radicolopatia, hanno
avuto un outcome peggiore in termini di disabilità e aumento di spesa sanitaria.

I risultati di questo studio sottolineano le conseguenze significative associate con l’effettuare una
MRI precoce senza indicazioni.

La maggioranza dei casi di radicolopatia inclusi nello studio ha effettuato una RMN precoce
nonostante le raccomandazioni delle linee guida, probabilmente perché la decisione clinica è stata
influenzata dai segni e sintomi radicolari, dalle richieste o dal desiderio di rassicurare il paziente.
Purtroppo, il risultato determina spesso l’effetto opposto alla rassicurazione, in quanto i pazienti
sviluppano una ridotta sensazione di benessere.

La MRI precoce può inoltre determinare un ritardo nell’iniziare un adeguato trattamento
conservativo e favorire l’inizio di trattamenti inefficaci, con un conseguente outcome peggiore.
Questo risultato rinforza il concetto che la RMN precoce, quando non indicata, oltre a
non aggiungere benefici, può determinare un outcome peggiore in termini di disabilità e
procedure sanitarie non necessarie
.

Affidarsi quindi a fisioterapisti specializzati permette di evitare inutili preoccupazioni ed eccessive
spese sanitarie.

 

BIBLIOGRAFIA
Webster BS, Bauer AZ, Choi Y, Cifuentes M, Pransky GS. Iatrogenic consequences of early magnetic
resonance imaging in acute, work-related, disabling low back pain
. Spine 2013


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